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La Democrazia Cristiana nasceva 80 anni fa: bilancio politico e (culturale) di un’idea italiana

Autore: Antonio Carioti

Testata: Corriere della sera

OTTANT’ANNI FA NASCEVA LA DC, FORZA POLITICA DOMINANTE IN ITALIA PER MEZZO SECOLO. UN GRANDE EVENTO AL TEATRO QUIRINO RIFLETTE SUL SUO IMPATTO STORICO E CULTURALE, ANALIZZANDO LA SUA ASCESA, LE SFIDE AFFRONTATE E LE CAUSE DELLA SUA DISSOLUZIONE NEGLI ANNI ’90.

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Ottant’anni fa nasceva la Democrazia Cristiana (Dc), un partito che avrebbe dominato la politica italiana per quasi mezzo secolo. La prima storia della Dc scritta dopo Tangentopoli, “Il partito italiano” di Agostino Giovagnoli (1996), evidenziava come la Dc avesse saputo adattarsi alla società postbellica, stabilendo una simbiosi con l’Italia del dopoguerra. In un Paese devastato dalla guerra, la Chiesa rimase un punto di riferimento, facilitando la rinascita politica dei cattolici democratici guidati da Alcide De Gasperi. De Gasperi, ex segretario del Partito Popolare, divenne presidente del Consiglio nel 1945, guidando un governo di unità nazionale con socialisti e comunisti, nonostante l’opposizione del Vaticano.

La Dc, inizialmente orientata verso una politica centrista, si consolidò grazie al sostegno del Vaticano e degli Stati Uniti, escludendo socialisti e comunisti dal governo nel 1947 e vincendo le elezioni del 1948. La Dc si fece garante di “un progresso senza avventure”, sostenendo l’Alleanza Atlantica e l’integrazione europea, limitando l’influenza del Vaticano. La Dc attraversò cambiamenti significativi, passando dal centrismo al centrosinistra e alla politica di solidarietà nazionale, senza perdere il controllo. Anche la secolarizzazione della società italiana e le sconfitte su temi come il divorzio e l’aborto non incrinarono il suo dominio. La fine della Dc arrivò con il crollo della Prima Repubblica negli anni ’90, travolta da Tangentopoli.

 

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Corriere della sera