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DC, non solo maestra di compromessi. Ecco la storia dei suoi contrasti.

Autore: Marcello Sorgi

Testata: la Stampa

IL LIBRO RIPERCORRE CON IMMAGINI E ANALISI CRITICHE LA STORIA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, DALLE ORIGINI NEL DOPOGUERRA ALLA SUA CADUTA, TRA RICOSTRUZIONE, COMPROMESSI, CONFLITTI CON IL PCI, RUOLO DI MORO, TANGENTOPOLI E LE SUCCESSIVE METAMORFOSI POLITICHE DELL’EREDITÀ DEMOCRISTIANA NEL TEMPO REPUBBLICANO ITALIANO

 

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Prendendo spunto dal volume fotografico “Dc. Storia di un Paese”, curato da Ortensio Zecchino per l’ottantesimo anniversario della nascita della Democrazia cristiana, questo articolo di Marcello Sorgi ripercorre in modo critico e misurato il ruolo decisivo svolto dal partito nella ricostruzione dell’Italia repubblicana e, insieme, le sue contraddizioni più profonde.

Il punto di partenza è l’ambiguità racchiusa nell’aggettivo “democristiano”, divenuto nel linguaggio comune sinonimo di compromesso. Una definizione parziale, perché la storia della Dc fu inchiodata alle responsabilità di governo da un’aspra contrapposizione con il Partito comunista, che ne segnò il destino fin dalle origini con la rottura dei governi di unità nazionale nel 1947 e la sfida vinta contro il Fronte popolare alle elezioni del 1948. Le immagini, affiancate ai saggi storici, restituiscono forza e immediatezza a un periodo che il crollo della Prima Repubblica ha in parte oscurato.

Nel libro viene ricordato il contributo decisivo del partito alla modernizzazione del Paese: dalla scuola dell’obbligo alle grandi infrastrutture, dalla trasformazione industriale al superamento delle fratture territoriali. Accanto ai nomi dei fondatori — Murri e Sturzo — e alle figure simbolo come De Gasperi e Moro, l’articolo sottolinea come il volume abbia voluto mettere in luce soprattutto l’inizio e la fine di quella parabola storica.

Ampio spazio è dedicato al caso Moro e al “compromesso storico”, riletto attraverso l’intervista postuma pubblicata da Eugenio Scalfari. L’autore esprime scetticismo verso quella ricostruzione e ricorda come, negli studi successivi, si sia affermata l’ipotesi opposta, che Moro intendesse logorare il Pci più che consegnargli il governo.

La conclusione scorre verso il tramonto della Dc con i tentativi di riforma di De Mita, l’ultimo decennio segnato da un ritorno al compromesso come cifra dominante, Tangentopoli e la dissoluzione del partito nel 1993, fino alle successive confluenze nel Partito popolare, nella Margherita e nel Pd. Un epilogo che rende oggi quasi irriconoscibile l’eredità di quella forza politica che aveva guidato l’Italia per oltre trent’anni.

 

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