ALDO MORO E CIRIACO DE MITA PROPOSERO DUE VISIONI PROFONDE PER UNA DEMOCRAZIA REALMENTE COMPIUTA, FONDATE SUll’ALTERNANZA E La RESPONSABILITĂ ISTITUZIONALE. IL LORO PENSIERO, OGGI SEMPLIFICATO O DIMENTICATO, RESTA ESSENZIALE PER COMPRENDERE LA CRISI POLITICA ATTUALE E LA STORIA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA
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Aldo Moro e Ciriaco De Mita condividono lâidea di democrazia compiuta, cioè una democrazia dellâalternanza, con âmaggioranze alternative nella libertĂ â, come sintetizzava Guido Gonella. Moro la chiama âterza faseâ, De Mita âpatto costituzionaleâ, ma entrambi puntano a un sistema dove il cambio di governo sia possibile senza intaccare la stabilitĂ democratica. Contro questa visione si colloca lâaltra anima della Democrazia Cristiana, legata alla incompiutezza del percorso democratico, che garantisce al partito la sua centralitĂ come baluardo contro il comunismo, funzione svolta nel 1948 contro il PCI.
A tre anni dalla morte di De Mita, il silenzio sulla sua figura denuncia la difficoltĂ di affrontare una complessitĂ politica che ha segnato a lungo la DC e la politica italiana. Moro è ridotto ai suoi ultimi 55 giorni, De Mita alla polemica con Craxi e alla sua capacitĂ analitica, etichettata come stravaganza. Secondo Moro, âla democrazia è il tempo della decisioneâ, un processo fatto di spiegazione, confronto e condivisione. Per De Mita, ânon basta capire da soliâ, bisogna trasformare unâintuizione politica in un sentimento collettivo.
La durata al potere della DC si spiega con la capacitĂ di figure come Moro e De Mita di leggere la societĂ e interpretarne le dinamiche, mentre oggi la politica è subordinata allâeconomia e sostituita da una comunicazione che non riflette la realtĂ . Il dibattito dellâXI congresso della DC (1969) sul rapporto con il PCI evidenzia le differenze: Moro analizza la maturitĂ democratica del PCI; De Mita vuole superare i limiti del centro-sinistra. GiĂ nel 1966 De Mita propone il âpatto costituzionaleâ, inteso come attuazione piena della Costituzione senza modificarla. Nel 1988, da premier, De Mita chiede dialogo con il Parlamento e contributi anche dallâopposizione. Moro, nel 1978, avverte: âoggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilitĂ â. Cita De Mita e riconosce che âqualcosa, da anni, è guasto nel meccanismo della politica italianaâ. Forse ĂŠ tempo di riscoprire lâereditĂ di Moro e De Mita, andando oltre una memoria frammentata e celebrativa.
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Moro e De Mita, due idee per una democrazia compiuta
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