Segretario: Guido Gonella
(confermato)
Nuovo Segretario: Alcide De Gasperi
(eletto dal Consiglio Nazionale il 28 settembre 1953)
Presidente in carica: Alcide De Gasperi
(confermato)
Consiglio Nazionale: Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Rinaldo (Dino) Del Bo, Carmine De Martino, Amintore Fanfani, Guido Gonella, Giovanni Gronchi, Attilio Piccioni, Giuseppe Rapelli, Piercarlo Restagno, Mariano Rumor, Paolo Emilio Taviani, Umberto Tupini, Mario Scelba, Antonio Segni, Aldisio Scalfaro, Elisabetta Conci, Giulio Pastore, Renato Cappugi, Armando Sabatini, Giuseppe Alessi, Achille Ardigò, Bruno Boni, Luciano Dal Falco, Mario Ferrari Aggradi, Falcon, Alberto Folchi, Giuseppe Fogolari, Giacinto Froggio, Angelo Priore, Domenico Ravaioli, Giuseppe Sala, Franco Santoro Passarelli, Solari, Paolo Barbi, Giovanni Elkan, Mario Romani, Bruno Storti, Dino Penazzato, Vito Scalia, Amato Berthet, Giuseppe Maria Sibille, Luigi Carraro, Luigi Dalvit, Alfredo Berzanti, Corrado Corghi, Paolo Boracchia, Giulio Battistini, Luciano Radi, Arnaldo Forlani, Sorge, Santoro, Basso, Ercole Marazza, Di Giovanni, Tommaso Spasari, Claudio Merenda, Franco Restivo, Antonio Campus, Giacomo Bologna, Mario Cingolani, Giuseppe Bettiol, Giambattista Bosco Lucarelli, Italo Mario Sacco, Umberto Merlin, Emilio Colombo, Lodovico Montini, Angelo Salizzoni, Maria De Unterrichter Jervolino, Franco Maria Malfatti, Giuseppe Petrilli.
In seguito al Congresso di Venezia, la DC visse un periodo d’intensa dialettica interna. Nella primavera del ’50 Taviani si dimise da segretario; in un’ottica unitaria il Consiglio Nazionale elesse Guido Gonella quale suo successore e, al contempo, Dossetti quale vice-segretario politico. Lo scoppio della guerra di Corea e le polemiche sulle politiche economiche e sociali – la legge stralcio per la riforma agraria fu approvata nell’ottobre ’50 con l’astensione di diversi deputati DC – erano solo alcune manifestazioni di tensione nel partito, tensione che deflagrò nell’estate ’51 con le dimissioni dei vice-segretari del partito, compreso Dossetti, e con il passaggio dal V al VI Governo De Gasperi. Dopo il ritiro dalla vita politica di Dossetti, la DC dovette far fronte alle elezioni amministrative della primavera ’52 e alla volontà delle gerarchie vaticane di creare, in particolare a Roma, una lista cattolica con la DC alleata con i missini e i monarchici. Tale operazione non ebbe successo per l’indisponibilità di De Gasperi, e proprio in estate fu adottata la legge Scelba in attuazione della XII disposizione Cost. Nonostante il peso ancora rilevante della figura di De Gasperi, nel Congresso di novembre iniziò ad affermarsi la corrente di “Iniziativa democratica”, attorno ad Amintore Fanfani, aprendo la strada verso la – per nulla scontata – successione a De Gasperi stesso che si sarebbe aperta nel 1953.