Giuseppe Dossetti (1913-1996) fu un giurista e politico italiano, attivo nella Resistenza e figura prominente nella Democrazia Cristiana. Contribuì alla stesura della Costituzione italiana con una visione di riformismo sociale cristiano. Dopo divergenze con De Gasperi e altri leader DC, si ritirò dalla politica attiva per diventare sacerdote nel 1958.
Dopo aver militato nell’Azione cattolica, Dossetti si laurea nel ’34 a Bologna in giurisprudenza. Nel 1935 si trasferisce all’Università Cattolica di Milano dove diviene assistente di diritto ecclesiastico. L’esperienza nella Resistenza – tra il ’43 e il ’45- per Dossetti non è facile: pur astenendosi in prima persona dall’utilizzo delle armi, vive questo periodo in profondo dissenso con i comunisti, a causa della loro gestione troppo intransigente della guerriglia antifascista. Nel 1945 assume l’incarico di consigliere nazionale e vicesegretario della Dc, ma si dimette l’anno dopo da quest’ultima carica per contrasti con De Gasperi. Con l’elezione alla Costituente nel 1946, Dossetti sviluppa la sua proposta politica: costruire una grande stagione di riformismo sociale di ispirazione cristiana, grazie a un’organizzazione politica fortemente radicata sul territorio, traendo ispirazione dallo stesso Partito comunista. Le sue visioni politiche trovano espressione nella rivista Cronache sociali, da lui fondata nel 1947, attorno alla quale si formerà un numero considerevole dei futuri dirigenti politici democratici cristiani degli anni ’50, poi successivamente riuniti nella corrente politica di “Iniziativa democratica”, che porterà avanti nel corso del decennio l’eredità politico-culturale del “dossettismo”.
Spesso critico verso De Gasperi e contrario all’adesione alla Nato dell’Italia, Dossetti non fa mancare tuttavia il suo sostegno in Parlamento, intervenendo a favore del governo in occasione della mozione di sfiducia presentata in quel frangente dal leader socialista Nenni. A causa delle pesanti divergenze politiche tra Dossetti e il leader trentino, lo scontro politico tra i due avrà termine solo nel 1951, quando il “professorino” della Cattolica deciderà di abbandonare l’incarico da vice segretario, meditando seriamente su un suo ritiro dalla vita politica, che si concretizzerà alla fine degli anni Cinquanta con l’ordinazione sacerdotale nel 1958.