Giuseppe Pella (Valdengo, 18 aprile 1902 – Roma, 31 maggio 1981) – Politico ed economista, ministro del Tesoro in tutti i governi De Gasperi e Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dall’agosto 1953 al gennaio 1954, ricopre più volte la carica di ministro anche nei governi successivi. Protagonista della ricostruzione post-bellica, prosegue le politiche liberiste e monetariste avviate da Luigi Einaudi, dando un contribuito fondamentale al miracolo economico italiano.
Laureato in scienze economiche all’Università di Torino nel 1924, Giuseppe Pella comincia a militare tra le fila del Partito popolare nella città sabauda poco prima dell’avvento della dittatura fascista. Eletto alla Costituente nel dopoguerra con la Dc, Pella prenderà parte a tutti i Governi De Gasperi, ricoprendo ruoli chiave nei dicasteri economici durante gli anni del centrismo.
A causa del mancato raggiungimento, nelle elezioni del giugno 1953, del quorum necessario alla coalizione centrista per far scattare il premio di maggioranza, previsto dalla riforma elettorale di quell’anno alla Camera dei Deputati, la leadership del partito risulta fortemente indebolita. Dopo l’infruttuoso incarico a De Gasperi per formare il suo ottavo esecutivo, dopo l’esito negativo del voto di fiducia da parte della Camera il 28 luglio, Einaudi, onde evitare una pericolosa paralisi istituzionale, si tramuta nel vero regista nella risoluzione della crisi politica dell’estate del ’53. Il Capo dello Stato si erge, in quella particolare circostanza, a reggitore dello Stato affidando il mandato di formare un nuovo governo all’ex ministro del Tesoro Pella. Si tratta di un atto voluto da Einaudi, senza il previo consenso della maggioranza parlamentare guidata dalla Dc. È a tutti gli effetti il primo governo del Presidente nella storia repubblicana, rimanendo in carica dall’agosto del ’53 fino al gennaio del ’54.
Dopo l’esperienza alla guida del governo, Pella si dedica all’attività di partito, partecipando alla fondazione di una corrente di destra, “Concentrazione”, alla quale aderisce, tra gli altri, Giulio Andreotti. In tale veste, è uno dei promotori dell’elezione di Gronchi al Quirinale contro il candidato del segretario della Dc Fanfani, l’indipendente Cesare Merzagora. È ministro degli Esteri sia nel Governo Zoli, in cui è anche vice Presidente del Consiglio (19 maggio 1957 – 1º gennaio 1958), sia nel II Governo Segni (15 febbraio 1959 – 23 marzo 1960), oltreché ministro del Bilancio nel III Governo Fanfani (26 luglio 1960 – 21 febbraio 1962). Ostile alla politica fanfaniana di apertura a sinistra al Psi, a partire dal 1962 Pella non avrà più incarichi di governo fino alla nascita del I Governo Andreotti nel febbraio 1972 con la nomina a ministro delle Finanze, non ottenendo, tuttavia, l’esecutivo il voto di fiducia dal Parlamento, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti in vista delle elezioni anticipate di quello stesso anno.