Luigi Sturzo

Luigi Sturzo (Caltagirone, 26 novembre 1871 – Roma, 8 agosto 1959) –  Sacerdote e fondatore del Partito popolare italiano, la prima organizzazione politica a rappresentare in maniera unitaria l’impegno politico dei cattolici dal non expedit pontificio nel 1871, Sturzo sarà tra i più strenui  oppositori del regime fascista fino al termine della seconda guerra mondiale nel ‘45. Nel 1952 il Presidente della Repubblica Einaudi lo nomina senatore a vita.

Dopo gli studi in seminario a Caltagirone e l’ordinazione sacerdotale, si trasferisce a Roma dove si laurea in teologia all’Università Gregoriana (1898) e dove entra in contatto con Romolo Murri e Giuseppe Toniolo, tra i principali esponenti del cattolicesimo politico del primo Novecento. Tornato a Caltagirone, Sturzo promuove la costituzione di cooperative agricole, casse rurali e società operaie, nel quadro di un progetto di rinnovamento dell’economia meridionale fondato sulla media e piccola proprietà, sul rifiuto del protezionismo e dell’assistenzialismo statale e sull’ampliamento delle autonomie locali. Fautore della partecipazione dei cattolici alla vita politica, ma rispettoso del non expedit pontificio, focalizza – in un primo momento- la propria attività nell’impegno amministrativo nel suo paese natio. Prosindaco di Caltagirone (1905-20), vicepresidente dell’Associazione dei comuni italiani (1915-24), è segretario della Giunta dell’Azione cattolica (1915-17). Nel dopoguerra, venuto meno il non expedit, fonda il Partito popolare italiano, nel gennaio 1919, di cui assume la carica di segretario, portando la prima formazione politica di ispirazione cristiana nella storia unitaria ad uno straordinario successo alle urne nelle elezioni celebrate in quello stesso anno, eleggendo oltre 100 deputati. Contrario alla partecipazione dei popolari al governo Mussolini – a seguito della marcia su Roma nell’ottobre 1922- nel congresso di Torino, nell’aprile 1923, Sturzo riesce a portare il suo partito all’opposizione. Costretto a dimettersi dalla segreteria del partito, nel 1923, sostiene la secessione “aventiniana” e la collaborazione con i socialisti. Nel 1924 è invitato dal cardinale  Gasparri ad abbandonare l’Italia stabilendosi a Londra, poi a New York nel 1940. Rientrato in Italia nel 1946, riprende l’attività politica, pur non aderendo ufficialmente alla Democrazia cristiana. Senatore a vita  dal 1952, Sturzo porterà avanti una dura battaglia contro gli eccessi dello statalismo in campo economico e contro gli affrettati – a suo parere- tentativi di allargare la compagine governativa ai socialisti di Nenni sul finire degli anni Cinquanta.