Le Origini

Dalla nascita in clandestinità al I° Congresso di Napoli

25 luglio 1943: il ritorno della politica cattolica
Dopo il 25 luglio 1943, con l’Italia sotto il tallone dell’occupazione nazifascista, nel mondo cattolico si torna a parlare della costituzione di un nuovo movimento politico. La prospettiva della Liberazione e la fine della guerra animano questo fermento, che coinvolge tanto i vecchi esponenti del Partito Popolare, messi a tacere dal fascismo, quanto giovani emergenti, cresciuti nei movimenti dell’Azione cattolica. Questi giovani, nonostante la tolleranza appena sopportata dal regime, sono riusciti a mantenere viva un’opera di formazione religiosa e culturale, soprattutto tra le nuove generazioni. Accanto a loro, alla fine della guerra, si uniranno i reduci della Resistenza, i cosiddetti partigiani “bianchi”. Il leader indiscusso che emerge in questo contesto è Alcide De Gasperi, figura di grande prestigio morale e politico. De Gasperi, con lo pseudonimo Demofilo, è l’autore delle “Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana“, documento fondamentale che delinea un vero e proprio programma di governo per la ricostruzione del Paese, basato su ideali e politiche economiche e sociali ispirate alla dottrina cristiana e ratificate nel “Codice di Camaldoli” del 1943.

La nascita della Democrazia Cristiana
Sostenuta dalle strutture della Chiesa e dall’associazionismo cattolico, la Democrazia Cristiana si radica rapidamente sul territorio, raggiungendo un milione di iscritti nel 1946. Il 2 giugno di quell’anno, alle prime elezioni nazionali per l’Assemblea Costituente, la DC ottiene oltre il 35% dei voti, affermandosi come il primo partito in Italia. Questo successo consente ai democratici cristiani di giocare un ruolo determinante nella stesura della nuova Costituzione, garantendo ai cattolici una posizione centrale nella costruzione dello Stato democratico. La vittoria elettorale del 1946 legittima anche la guida democristiana del governo, affidata a De Gasperi. Sarà lui a condurre il Paese attraverso le difficili fasi della fine dell’occupazione militare, della firma del trattato di pace e della ricostruzione. Nel maggio del 1947, dopo due anni di difficile convivenza, De Gasperi rompe con i socialcomunisti e avvia una collaborazione centrista con liberali, repubblicani e socialdemocratici, una strategia che segnerà a lungo la politica italiana.

Il primo congresso della DC
La Democrazia Cristiana tiene il suo primo congresso a Roma nell’aprile del 1946. Al centro del dibattito, la scelta fra monarchia e repubblica come sistema istituzionale per l’Italia. Pur avendo una forte componente monarchica, la DC ribadisce la scelta per la Repubblica, lasciando però libertà di voto agli elettori. Il Consiglio nazionale, eletto dal congresso, nomina De Gasperi segretario, carica che poco dopo lascerà ad Attilio Piccioni, il quale verrà poi rieletto al secondo congresso, svoltosi a Napoli nel novembre 1947.

La corrente dossettiana
Nel frattempo, all’interno della DC, prende forma la prima vera corrente: “Cronache sociali”, ispirata da Giuseppe Dossetti. I dossettiani, mossi da una forte spiritualità e sostenitori di aperture sociali più accentuate, formano un’opposizione interna che contesta la maggioranza degasperiana, in particolare le scelte di governo favorevoli alla NATO e all’alleanza con i partiti minori di centro, pilastri della politica di De Gasperi.

Conclusioni
Così, in un clima di rinnovato fervore politico e religioso, la Democrazia Cristiana si afferma come forza centrale della rinascita italiana, intrecciando il destino del Paese con i valori della dottrina sociale della Chiesa e con la visione pragmatica e determinata del suo leader, Alcide De Gasperi.

Galleria